Torna a casa, America
Il simbolo visibile della crisi americana è il cartello “for sale” piantato nel giardino di una casa che nessuno comprerà mai. Ancora prima che il crollo finanziario s’abbattesse, l’America sperimentava una profonda crisi immobiliare, contemporaneamente sintomo e prodromo della leggerezza con cui sono stati spacciati quei prodotti tossici che hanno fatto ammalare il mercato.
5 AGO 20

Il simbolo visibile della crisi americana è il cartello “for sale” piantato nel giardino di una casa che nessuno comprerà mai. Ancora prima che il crollo finanziario s’abbattesse, l’America sperimentava una profonda crisi immobiliare, contemporaneamente sintomo e prodromo della leggerezza con cui sono stati spacciati quei prodotti tossici che hanno fatto ammalare il mercato. Sui prezzi delle case è ricaduto il peso reale dell’ingegneria finanziaria e l’andamento del prezzo degli immobili è diventato uno dei parametri fondamentali per capire se si fosse effettivamente usciti dalla recessione. Per questo i dati del Census Bureau che parlano di una ripresa apprezzabile dell’attività edilizia dopo quattro anni di segno negativo sono particolarmente significativi.
La percentuale di case in costruzione a novembre è salita del 9,3 per cento (685 mila nuove costruzioni su base annua) rispetto a ottobre, ed è in assoluto il miglior dato immobiliare degli ultimi 19 mesi. I permessi per le costruzioni sono saliti del 5,7 per cento, altro dato che aiuta a rianimare un mercato degli acquisti tramortito e che ha finito per drogare anche quello degli affitti. Gli americani che non potevano più pagare le rate di un mutuo concesso con maliziosa leggerezza dalle banche si sono visti pignorare una casa deprezzata e hanno ripiegato su un affitto che lievitava con l’aumentare della domanda. I numeri sono ancora lontani da quel milione e duecentomila case all’anno che secondo gli analisti è lo standard di un’economia sana, ma è positivo che il mercato che incarna la crisi di main street abbia ripreso a muoversi nella giusta direzione.
La percentuale di case in costruzione a novembre è salita del 9,3 per cento (685 mila nuove costruzioni su base annua) rispetto a ottobre, ed è in assoluto il miglior dato immobiliare degli ultimi 19 mesi. I permessi per le costruzioni sono saliti del 5,7 per cento, altro dato che aiuta a rianimare un mercato degli acquisti tramortito e che ha finito per drogare anche quello degli affitti. Gli americani che non potevano più pagare le rate di un mutuo concesso con maliziosa leggerezza dalle banche si sono visti pignorare una casa deprezzata e hanno ripiegato su un affitto che lievitava con l’aumentare della domanda. I numeri sono ancora lontani da quel milione e duecentomila case all’anno che secondo gli analisti è lo standard di un’economia sana, ma è positivo che il mercato che incarna la crisi di main street abbia ripreso a muoversi nella giusta direzione.